L\'inciviltą dell\'auto, Milano fa male, Milano a pedali?, Riflessioni a pedali
Le cosiddette "domeniche senz'auto"Che fine hanno fatto?
Sono letteralmente sparite.
Ah già, a detta di Formigoni, Moratti, Albertini, De Corato & c. sono inutili.
Inutili contro l'inquinamento, secondo loro. Forse (ma meno auto ci sono in giro meno si inquina).
Sicuramente dannose per petrolieri e costruttori di auto.
Non tanto perché per un giorno le auto (e mica tutte, con le deroghe che si erano inventati) restano ferme. Ma perché possono instillare nella gente una mentalità non autocentrica, come quella a cui ci hanno costretto. Possono far capire che in città ci si può muovere diversamente e magari anche in minor tempo e con maggior divertimento, che la città può essere vissuta da protagonisti e non da spettatori passivi incolonnati e spesso fermi, ognuno nel proprio abitacolo.
La domenica senz'auto può essere un punto di partenza per una rivoluzione: é questo che fa loro paura.
Se i milanesi, ad esempio, decidessero in massa di non usare più l'auto per spostarsi in città, per il comune ci sarebbero molti meno introiti: meno incassi dal quasi fallimentare Ecopass, meno incassi dal gratta e sosta, meno incassi dalle multe. E avremmo anche una decisa riduzione dell'inqunamento, una migliore salute dei cittadini, mezzi pubblici più veloci, meno incidenti stradali, meno rumore. Ma questo a loro non interessa e faranno di tutto ancora perché i milanesi non lo scoprano. Piuttosto mirano soltanto ai soldi dell'Unione Europea da utilizzarsi per interventi marginali ed inefficaci.
La soluzione? Tocca a noi. Dimostriamogli che non crediamo più alle loro chiacchere, dimostriamogli che se non ci pensano loro allora prendiamo noi la situazione in pugno: lasciamo a casa l'auto se non é proprio strettamente indispensabile e andiamo a piedi, coi mezzi pubblici, in bicicletta.
Oltre alla domenica, passiamo la nostra vita senz'auto. O almeno senza farci schiavizzare da questo feticcio.
Sono letteralmente sparite.
Ah già, a detta di Formigoni, Moratti, Albertini, De Corato & c. sono inutili.
Inutili contro l'inquinamento, secondo loro. Forse (ma meno auto ci sono in giro meno si inquina).
Sicuramente dannose per petrolieri e costruttori di auto.
Non tanto perché per un giorno le auto (e mica tutte, con le deroghe che si erano inventati) restano ferme. Ma perché possono instillare nella gente una mentalità non autocentrica, come quella a cui ci hanno costretto. Possono far capire che in città ci si può muovere diversamente e magari anche in minor tempo e con maggior divertimento, che la città può essere vissuta da protagonisti e non da spettatori passivi incolonnati e spesso fermi, ognuno nel proprio abitacolo.
La domenica senz'auto può essere un punto di partenza per una rivoluzione: é questo che fa loro paura.
Se i milanesi, ad esempio, decidessero in massa di non usare più l'auto per spostarsi in città, per il comune ci sarebbero molti meno introiti: meno incassi dal quasi fallimentare Ecopass, meno incassi dal gratta e sosta, meno incassi dalle multe. E avremmo anche una decisa riduzione dell'inqunamento, una migliore salute dei cittadini, mezzi pubblici più veloci, meno incidenti stradali, meno rumore. Ma questo a loro non interessa e faranno di tutto ancora perché i milanesi non lo scoprano. Piuttosto mirano soltanto ai soldi dell'Unione Europea da utilizzarsi per interventi marginali ed inefficaci.
La soluzione? Tocca a noi. Dimostriamogli che non crediamo più alle loro chiacchere, dimostriamogli che se non ci pensano loro allora prendiamo noi la situazione in pugno: lasciamo a casa l'auto se non é proprio strettamente indispensabile e andiamo a piedi, coi mezzi pubblici, in bicicletta.
Oltre alla domenica, passiamo la nostra vita senz'auto. O almeno senza farci schiavizzare da questo feticcio.
Sunday, Marzo 22, 2009, 09:25 AM
1 Commento ( 32Visite ) | [ 0 trackbacks ] | 



( 0 / 0 )Ciclopendolarismo, Riflessioni a pedali
I sei (falsi) miti sul ciclopendolarsmo1) E' troppo pericoloso
Secondo uno studio del Failure Group (ora Exponent) il numero di decessi per milione di ora di esposizione al pericolo è di 0,26 per chi va in bici, 0,47 per chi va in macchina, 1,53 per la normale vita (tutte le cause di morte) e 8,80 per chi va in moto.
Quindi andare in bici espone ad un rischio dimezzato rispetto a quello intrinseco dell'auto.
2) E' troppo lontano
La pedalata potrebbe ssere troppo impegnativa se si vive a piu' di 15 km dal lavoro. Ma c'è possibilità di usufruire di sistemi intermodali di trasporto (es. bici + treno).
Mia considerazione: senza un particolare allenamento ho attraversato Milano per andare dalla parte opposta (e alcuni km fuori, oltretutto) nello stesso tempo che impiegherei coi mezzi pubblici, e oltretutto in un tempo inferiore rispetto all'uso dell'auto. C'e' da dire che a Milano l'utilizzo intermodale bici + metrò è impossibile grazie all'ottusità di chi gestisce la rete di trasporto pubblico, che vieta espressamente il trasporto di cili nelle ore di punta.
3) Ci vuole una bici costosa
Non è affatto vero. Una buona bici da pendolare al si trova anche a meno di 500 euro.
Personalmentre sto usando una bici da corsa acquistata usata in ottime condizioni qualche anno fa a 450 euro. Provate a pensare quanto costa un'auto, sia di acquisto che di manutenzione, contando tassa di circolazione ed assicurazione, per non parlare dei carburanti. Solo con la cifra dell'assicurazione vi cambiate una bici l'anno.
4) E' impossibile trasportare ciò che si vuole.
Sul mercato esistono tanti e tali sistemi di fissaggio di borse che persino una bicicletta da corsa può essere adattata alla bisogna. Personalmente con un'altra bici, più pesante che utilizzo sulle brevi percorrenze (quando faccio bici + metrò lasciandola in garage dai miei, ci faccio la spesa due volte la settimana per una famiglia di 3 persone, senza portare sacchetti al manubrio. In questo senso la bici vi educa anche a comprare quel che realmente serve, lasciando perdere il superfluo (che peserebbe nel trasporto).
5) Non posso farmi la doccia
L'importante è potersi almeno sciaquare, chi ha detto che è necessario farsi la doccia? Pensate a quando in pieno luglio siete in macchina senza aria condizionata sotto il sole e arrivate sudatissimi in ufficio: pensereste a farvi una doccia? No.
Per ovviare al problema basta un bagno con lavandino, che si trova dappertutto, oppure dei fazzolettini umidificati come quelli per neonati.
6) Andare in bici rende impotenti
Ci sono ricerche che indicano l'insorgere di disfunzioni erettili nei ciclisti che stanno ore ed ore su di una sella MAL regolata. Non sarà certo il vostro caso, dato che difficilmente vi allenerete per il Tour o il Giro. E comunque in commercio ci sono selle fatte apposta per ovviare a questo inconveniente.
Comunque tanti e tanti corridori professionisti hanno messo su famiglia...
Ispirazione tratta da usnews.com e condita da riflessioni nate dall'esperienza personale.
Secondo uno studio del Failure Group (ora Exponent) il numero di decessi per milione di ora di esposizione al pericolo è di 0,26 per chi va in bici, 0,47 per chi va in macchina, 1,53 per la normale vita (tutte le cause di morte) e 8,80 per chi va in moto.
Quindi andare in bici espone ad un rischio dimezzato rispetto a quello intrinseco dell'auto.
2) E' troppo lontano
La pedalata potrebbe ssere troppo impegnativa se si vive a piu' di 15 km dal lavoro. Ma c'è possibilità di usufruire di sistemi intermodali di trasporto (es. bici + treno).
Mia considerazione: senza un particolare allenamento ho attraversato Milano per andare dalla parte opposta (e alcuni km fuori, oltretutto) nello stesso tempo che impiegherei coi mezzi pubblici, e oltretutto in un tempo inferiore rispetto all'uso dell'auto. C'e' da dire che a Milano l'utilizzo intermodale bici + metrò è impossibile grazie all'ottusità di chi gestisce la rete di trasporto pubblico, che vieta espressamente il trasporto di cili nelle ore di punta.
3) Ci vuole una bici costosa
Non è affatto vero. Una buona bici da pendolare al si trova anche a meno di 500 euro.
Personalmentre sto usando una bici da corsa acquistata usata in ottime condizioni qualche anno fa a 450 euro. Provate a pensare quanto costa un'auto, sia di acquisto che di manutenzione, contando tassa di circolazione ed assicurazione, per non parlare dei carburanti. Solo con la cifra dell'assicurazione vi cambiate una bici l'anno.
4) E' impossibile trasportare ciò che si vuole.
Sul mercato esistono tanti e tali sistemi di fissaggio di borse che persino una bicicletta da corsa può essere adattata alla bisogna. Personalmente con un'altra bici, più pesante che utilizzo sulle brevi percorrenze (quando faccio bici + metrò lasciandola in garage dai miei, ci faccio la spesa due volte la settimana per una famiglia di 3 persone, senza portare sacchetti al manubrio. In questo senso la bici vi educa anche a comprare quel che realmente serve, lasciando perdere il superfluo (che peserebbe nel trasporto).
5) Non posso farmi la doccia
L'importante è potersi almeno sciaquare, chi ha detto che è necessario farsi la doccia? Pensate a quando in pieno luglio siete in macchina senza aria condizionata sotto il sole e arrivate sudatissimi in ufficio: pensereste a farvi una doccia? No.
Per ovviare al problema basta un bagno con lavandino, che si trova dappertutto, oppure dei fazzolettini umidificati come quelli per neonati.
6) Andare in bici rende impotenti
Ci sono ricerche che indicano l'insorgere di disfunzioni erettili nei ciclisti che stanno ore ed ore su di una sella MAL regolata. Non sarà certo il vostro caso, dato che difficilmente vi allenerete per il Tour o il Giro. E comunque in commercio ci sono selle fatte apposta per ovviare a questo inconveniente.
Comunque tanti e tanti corridori professionisti hanno messo su famiglia...
Ispirazione tratta da usnews.com e condita da riflessioni nate dall'esperienza personale.
Tuesday, Marzo 17, 2009, 07:33 PM
L\'inciviltą dell\'auto, Riflessioni a pedali
E meno male che andava in bici...E adesso vende automobili.
Evidentemente non bastava Fiorenzo Magni, da anni concessionario Opel a Monza.
ieri ho visto una Fiat targata Pavia, munita di adesivo sul baule e di portatarga con dicitura "Berzin Auto - Broni".
E' bastata una veloce ricerca su google, per sapere che si tratta della concessionaria di proprietà di Evgenii Berzin, ex professionista e vincitore di un Giro d'Italia.
Evidentemente non bastava Fiorenzo Magni, da anni concessionario Opel a Monza.
ieri ho visto una Fiat targata Pavia, munita di adesivo sul baule e di portatarga con dicitura "Berzin Auto - Broni".
E' bastata una veloce ricerca su google, per sapere che si tratta della concessionaria di proprietà di Evgenii Berzin, ex professionista e vincitore di un Giro d'Italia.
Monday, Febbraio 16, 2009, 09:53 AM
La civiltą del pedale, Milano fa male, Milano a pedali?, Riflessioni a pedali
Va bene il bike sharing, ma...In questi giorni a Milano stanno comparendo le postazioni per il bike sharing. Ieri ne ho vista una in Cadorna e poi una seconda nella vicina piazza Conciliazione, all'angolo con la via XX Settembre.
Ecco quella di Cadorna:

Ecco quella di Cadorna:

Iniziativa sicuramente interessante, soprattutto se gestita come si deve, e non come le pillitteriane biciclette gialle, 150 biciclette messe a disposizione gratuitamente per l'uso cittadino che sparirono in pochissimo tempo.
Il problema si pone però sotto altre forme: la vita del ciclista cittadino resta comunque difficile.
Al di là delle postazioni del bike sharing, colui che volesse usare la propria bici non dispone di sufficienti e decenti parcheggi per le bici. Spesso e volentieri le bici vengono lasciate dove capita perchè le rastrelliere se ci sono sono ben poco utili : basta provare ad usare le ultime installate dal comune, dalla forma a molla come quella in foto.

Spesso poi queste rastrelliere sono posizionate in luoghi di non-transito. Verrebbe da pensare che le abbiano messe giù tanto per metterle, tanto per far tacere i ciclisti e non per un'effettiva utilità. Dove servono, ad esempio vicino alle stazioni del metrò, non le hanno messe.
E l'altro problema insoluto è l'uso delle (poche e malfatte) piste ciclabili. Usate come marciapiede, come spiazzo per fioristi (vedi quella di melchiorre Gioia) e anche come parcheggio, come quella di via XX Settembre. Con tanto di odiatissimo SUV a ostruire completamente il passaggio.

Il problema si pone però sotto altre forme: la vita del ciclista cittadino resta comunque difficile.
Al di là delle postazioni del bike sharing, colui che volesse usare la propria bici non dispone di sufficienti e decenti parcheggi per le bici. Spesso e volentieri le bici vengono lasciate dove capita perchè le rastrelliere se ci sono sono ben poco utili : basta provare ad usare le ultime installate dal comune, dalla forma a molla come quella in foto.

Spesso poi queste rastrelliere sono posizionate in luoghi di non-transito. Verrebbe da pensare che le abbiano messe giù tanto per metterle, tanto per far tacere i ciclisti e non per un'effettiva utilità. Dove servono, ad esempio vicino alle stazioni del metrò, non le hanno messe.
E l'altro problema insoluto è l'uso delle (poche e malfatte) piste ciclabili. Usate come marciapiede, come spiazzo per fioristi (vedi quella di melchiorre Gioia) e anche come parcheggio, come quella di via XX Settembre. Con tanto di odiatissimo SUV a ostruire completamente il passaggio.

Conclusione: non sarà certo il bike sharing a risolvere i problemi. Anzi il dubbio grosso che sorge è che, una volta partito non darà i risultati sperati, e ciò farà in modo che gli amministratori milanesi (che si preoccupano tanto dello spazio che le bici tolgono alle auto e non viceversa) mettano una pietra tombale sulla bici a Milano.
Friday, Ottobre 3, 2008, 11:33 AM
Riflessioni a pedali
E ora impallinano pure i ciclisti...Lodi, impallinata ciclista
Non ditelo alla Moratti, altrimenti potrebbe pensare di risolvere così la questione delle piste ciclabili a Milano...
Non ditelo alla Moratti, altrimenti potrebbe pensare di risolvere così la questione delle piste ciclabili a Milano...
Tuesday, Settembre 23, 2008, 11:37 AM
Milano fa male, Riflessioni a pedali
Piste ciclabili? Vengono prima le autoMilano riesce sempre a stupire, purtroppo nel peggio.
Novità di questi giorni quanto scaturito da una riunione del consiglio comunale, che avrebbe sospeso l'iter per la realizzazione della pista ciclabile dal Duomo a Porta Nuova perchè "porterebbe via posti auto" in via Verdi.
Il tutto scoperto per caso dal consigliere comunale Fedrighini (Verdi) dopo aver letto il verbale della riunione.
Le piste ciclabili, uno degli argomenti per la candidatura pro mangeria 2015, pardon, Expo 2015, paiono essere a rischio per tutti i tratti che passano per il centro.
Evidentemente il destino di Milano è quello di un unico parcheggio a cielo aperto (e non tiriamo in ballo quelli sotterranei, che fanno anche loro i bravi danni, basta vedere il cantiere di piazza Cardinal Ferrari) e nulla deve poter ostacolare questo progetto. E i milanesi nella quasi talità si appecoronano.
Il nostro destino è evidentemente quello di morire inscatolati fra le/nelle macchine.
Intanto i ciclisti dvono accontentarsi per il 2008 di soli 8 km scarsi in più.
P.s.: secondo dati ATM e Agenzia per la Mobilità, il 10% degli ingressi nella cerchia dei Navigli avviene in bicicletta.
Novità di questi giorni quanto scaturito da una riunione del consiglio comunale, che avrebbe sospeso l'iter per la realizzazione della pista ciclabile dal Duomo a Porta Nuova perchè "porterebbe via posti auto" in via Verdi.
Il tutto scoperto per caso dal consigliere comunale Fedrighini (Verdi) dopo aver letto il verbale della riunione.
Le piste ciclabili, uno degli argomenti per la candidatura pro mangeria 2015, pardon, Expo 2015, paiono essere a rischio per tutti i tratti che passano per il centro.
Evidentemente il destino di Milano è quello di un unico parcheggio a cielo aperto (e non tiriamo in ballo quelli sotterranei, che fanno anche loro i bravi danni, basta vedere il cantiere di piazza Cardinal Ferrari) e nulla deve poter ostacolare questo progetto. E i milanesi nella quasi talità si appecoronano.
Il nostro destino è evidentemente quello di morire inscatolati fra le/nelle macchine.
Intanto i ciclisti dvono accontentarsi per il 2008 di soli 8 km scarsi in più.
P.s.: secondo dati ATM e Agenzia per la Mobilità, il 10% degli ingressi nella cerchia dei Navigli avviene in bicicletta.
Tuesday, Settembre 23, 2008, 10:40 AM
Riflessioni a pedali
Il bandito in biciclettaRiprendo da un commento ad un post del blog Rotalibra un interessante link.
108 artisti ricordano Horst Fantazzini, il bandito in bicicletta, il ciclista anarchico.
108 artisti ricordano Horst Fantazzini, il bandito in bicicletta, il ciclista anarchico.
Friday, Settembre 19, 2008, 08:45 AM
La civiltą del pedale, Milano a pedali?, Riflessioni a pedali, Una frase, una foto
Una frase, una fotoMilano è una città medievale, nel centro, con strade strette che non sono per le biciclette, ma per gente che lavora e si sposta con automezzi propri o da lavoro, appunto. Se dimezziamo una corsia del centro per fare posto alle biciclette, mettiamo in ginocchio la città.
Piergianni Prosperini, all'incirca nel 2005.
Milano, via dell'Ambrosiana, in pieno centro, luglio 2008.

Monday, Settembre 8, 2008, 01:34 PM
La civiltą del pedale, L\'inciviltą dell\'auto, Milano fa male, Milano a pedali?, Riflessioni a pedali
Piste ciclabili?Si parla tanto delle piste ciclabili in città, come se fossero la panacea di tutti i mali ciclistici. Certo, possono dare un notevole contributo, anche se a me sanno un pò di "riserva indiana". La riserva dove vengono cacciate le bici perché non interferiscano sul traffico, perché lascino libera la strada alle "padrone naturali" automobili, alle quali la bicicletta non è minimamente degna di essere paragonata, alla quale anche la due ruote deve prostrarsi adorante.
Se poi le piste ciclabili vengono pure trasformate in piste per la passeggiata dei cani, come nella (mia) foto qui sotto, scattata a Milano in via Mario Pagano. Come a dire che le biciclette a Milano vengono pure dopo i cani.

Se poi le piste ciclabili vengono pure trasformate in piste per la passeggiata dei cani, come nella (mia) foto qui sotto, scattata a Milano in via Mario Pagano. Come a dire che le biciclette a Milano vengono pure dopo i cani.

Monday, Settembre 8, 2008, 01:18 PM
La civiltą del pedale, Milano a pedali?, Ciclografia, Riflessioni a pedali
Thank you
Thank you, grazie, perche' usi la bici. Perche' grazie alla tua bici c'é una macchina di meno in giro per la città che evita di spargere veleni per i nostri polmoni. Grazie perchè la tua macchina magari è rimasta in garage e non porta via spazio in strada. Grazie perchè la città in bici è meno rumorosa. Grazie perche' con meno traffico i mezzi pubblici sono più rapidi.
Grazie per la tua bici.
Foto del sottoscritto, scattata su Fuji Velvia 100 F scaduta e processata in C-41 con una Kiev 4 del 1959, ottica Jupiter 8 M dello stesso anno.
Wednesday, Maggio 28, 2008, 10:37 AM
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